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Facebook mette un freno al click-baiting

facebook_logo_2“Incredibile, non crederai mai a cos’è successo a…” oppure “Clicca qui per vedere… —>”.

Sarà capitato a molti di avere il news feed del proprio profilo Facebook pieno di titoli simili. Titoli che attirano la nostra attenzione e ci spingono a cliccare sul link per leggere l’articolo, senza aver fornito informazioni precise sul contenuto, e accompagnati da una foto ammiccante. Tecnicamente si tratta di click-baiting headlines, ovvero “titoli acchiappa-click”: lo scopo è quello di indurre le persone a cliccare sul link perché un numero alto di click aumenta la visibilità del post nei news feed degli utenti di Facebook. Spesso, però, i contenuti a cui si arriva non sono di alcun interesse, o addirittura spammosi e portatori di virus.

Facebook-click-baiting
Zuckerberg e soci se ne sono accorti, per questo dal blog ufficiale arriva la notizia che l’algoritmo di Facebook è stato migliorato per aiutare le persone a trovare post e link di qualità ed eliminare dallo stream contenuti che non vogliono essere visti. Come? Secondo due criteri.

1. Il tempo trascorso fuori dalla piattaforma di Facebook, che corrisponde al tempo speso dall’utente per leggere la notizia dopo aver cliccato sul link. Maggiore è il tempo impiegato nella lettura, maggiore dovrebbe essere l’interesse per il contenuto.

2. Il rapporto tra click e interazione sul post che contiene il link. Una volta letto l’articolo, se l’utente l’ha trovato interessante di solito torna sul social network e lo condivide con gli amici, commenta il post su cui l’ha trovato o, almeno, mette un “mi piace”. Perciò i post con un alto numero di click ma un basso tasso di interazione verranno penalizzati dall’algoritmo.

Come su Twitter, anche Facebook vuole favorire il coinvolgimento in tempo reale sugli argomenti del momento, e così sta sperimentando i post contrassegnati come “Trending”. Sono i post legati a eventi o argomenti di attualità sui quali molti utenti discutono in un arco di tempo ristretto: l’algoritmo misura il tasso di interazione appena la notizia viene pubblicata e lo controlla nelle ore successive. Questi post restano alti nel news feed finché c’è interazione, e quindi interesse sull’argomento; non appena l’engagement diminuisce, la notizia progressivamente “perde posizioni” fino a sparire dallo stream.

post trending

Un terzo aiuto per l’utente per valutare i contenuti dei link viene dalla decisione di Facebook di premiare i link condivisi con la preview standard e non con una foto allegata, novità di cui vi abbiamo parlato in un articolo di due settimane fa.

Il social network di Zuckerberg cerca di tenere testa ai trucchi messi in atto per aggirare il proprio algoritmo, al fine di offrire ai propri utenti un’esperienza di qualità che li spinga a passare più tempo sulla piattaforma… e forse, è il caso di aggiungere, permetta loro di non farsi sfuggire i post sponsorizzati delle aziende che investono nel social media marketing.

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