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Il futuro dello shopping online sono i negozi al dettaglio. Parola di Amazon

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L’esterno di un negozio brick-and-mortar di Amazon

Grazie a Internet un solo click ci separa da tutto quello di cui abbiamo  – o non abbiamo – bisogno. Questo grazie anche ad Amazon, che ci ha abituati a trovare one-stop praticamente di tutto, dai libri ai generi alimentari fino ai gadget e vestiti per animali, spesso a un prezzo scontato.

Ma dopo oltre un decennio immersi nel digitale ora abbiamo raggiunto un nuovo punto critico, cioè di cambiamento nell’evoluzione dei comportamenti d’acquisto e contestualmente delle strategie di vendita. Se prima assistevamo a una corsa forsennata al web, ora sta accadendo il contrario: i negozi online stanno migrando nel mondo fisico. E quando è Amazon a farlo, allora il fenomeno merita una certa attenzione.

Amazon opera fondamentalmente nel business dei dati: ogni giorno incorpora enormi quantità di informazioni sugli acquisti e sui comportamenti degli utenti e le elabora per ampliare l’offerta e incrementare numero e valore degli ordini.
Se con tutti i dati che ha a disposizione ha deciso di estendersi “IRL-in-real-life”, molto probabilmente è perché gli utenti non si accontentano più di una transazione veloce ed economica, ma cercano un’esperienza d’acquisto più ricca, in cui l’analogico e il digitale non sono contrapposti ma contribuiscono l’uno all’altro.
È in questo senso che i punti vendita brick-and-mortar non scompariranno, ma saranno completamente diversi da come sono ora. Come ha detto Giovanni Cappellotto in un’intervista rilasciata a Ninja Marketing, “vendere e comprare è un’esperienza fisica che coinvolge tutti i sensi delle persone, ma sarà migliorata e resa ancora più interessante dal contributo che il digitale riesce a portare nel nuovo commercio che avanza”.
Allo stesso modo i dati raccolti offline possono essere utili per 
ottimizzare le performance della piattaforma online.

Il negozio al dettaglio di Amazon: un sito real-life

Il colosso dell’e-commerce ha cominciato ad aprire degli Amazon Books brick-and-mortar, il primo a Seattle e poi altri due a Portland e San Diego. Inoltre, notizia recentissima, è prevista l’apertura di una catena di negozi di alimentari che si chiamerà Amazon Go, dove, previa scansione dello smartphone, i consumatori prenderanno i prodotti dagli scaffali e la tecnologia della compagnia provvederà a tenerne traccia in un carrello virtuale. Una volta lasciato il negozio, Amazon addebiterà il costo del conto finale.

Da fuori un Amazon Books non sembra tanto diverso dal negozio di una grande catena libraria. Ma non bisogna farsi ingannare dall’apparenza: non funziona come una classica libreria, dove ogni cosa è funzionale al libro “in carta e ossa”, è piuttosto un sito web che  prende vita, progettato per simulare l’esperienza online.

Per entrare in negozio il libro deve aver conseguito almeno quattro stelle nel sistema di voto online di Amazon. I rating vengono visualizzati sotto ogni libro, come Nicholas Carr del MIT Technology Review riporta, insieme al frammento di una recensione rilasciata da un cliente online. Non solo, Amazon ha anche incorporato il suo famoso “motore di raccomandazione” nel layout del punto vendita, con display che recitano “Se vi piace questo…, vi innamorerete di questo…”.

In sostanza, mettere piede all’interno della libreria di Amazon è come camminare in una versione 3D del sito web. Non si tratta solo di una vendita al dettaglio: stiamo assistendo ad una nuova forma di negozio offline 2.0.

La domanda sorge spontanea: perché Amazon, che fino ad ora è stato in grado di dominare il mercato insidiando i rivenditori tradizionali con prezzi più competitivi, ha scelto di imboccare la strada del brick-and-mortar, con tutti i costi aggiuntivi di affitto, cassieri e addetti alle vendite che comporta?

Perché Amazon ha deciso di aprire dei negozi brick-and-mortar?

1 – Molto probabilmente perché ai lettori piace ancora la carta e in generale ai consumatori quella combinazione di profumi, suoni e colori tipica del negozio offline.
Una transazione veloce ed economica non è tutto. Negli Stati Uniti gli e-book stanno perdendo terreno mentre le vendite nelle librerie aumentano. L’e-reader, che costituiva la promessa di poter trasportare un’intera biblioteca nella borsa, non è così attraente come gli appassionati del settore avevano sperato e previsto. 

2 – Perché, secondo alcuni dati statistici raccolti quest’anno da Google, il 76% delle persone che cercano da mobile prodotti e/o servizi nelle vicinanze, visita lo store entro un giorno. Avere un e-commerce (mobile first e responsive) risulta dunque essere cruciale non solo per intercettare coloro che  concluderanno l’acquisto online, ma anche per sostenere e incrementare le vendite offline.

3 – Perché con tutti i dati che Amazon è in grado di acquisire sulle preferenze e sui percorsi di acquisto dei lettori, la vendita in negozio dovrebbe essere pressoché certa visto che avrebbero spazio sullo scaffale solo quei libri che hanno già avuto ottime vendite sul sito.

4 – Perché, oltre ad offrire ai clienti un’esperienza d’acquisto più ricca, questi potrebbero consegnare direttamente in negozio i prodotti difettosi con notevoli risparmi anche per Amazon, che non dovrebbe più fare ritiri porta a porta.

5 – Perché dopo il lancio di Amazon Publishing fa comodo al colosso di Seattle avere dei negozi fisici in cui vendere le opere pubblicate e dare visibilità al suo prodotto per eccellenza, il Kindle.

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